Opere QrCode

Testi

Viana Conti (Horizons)

[…] La mostra Horizons, ritmicamente scandita tra cielo e mare, tra immobilità fotografica e mobilità video, tra realtà ed artificio, non cessa di restituire allo spettatore un universo insospettato di sensazioni emotive e di percezioni tattili, visive e sonore. Attenta e sensibile nel registrare le trasformazioni del contesto sociale e della sfera personale dell’individuo, in un mondo globalizzato e progressivamente robotizzato, in cui le identità tendono ad abbassare il loro grado di soggettività e ad alzare quello di omologazione alla massa, questa artista non cessa di adeguare i suoi strumenti comunicativi, sia a livello tecnologico che emozionale, alle esigenze di un destinatario a rischio di anestetizzazione e isolamento. Il suo universo è connotato da una profonda interazione e da un significativo scambio tra i valori della tradizione, in particolare sull’area della cultura e dell’arte classica, e quelli dell’innovazione, sull’area connettiva della comunicazione tecnologica.

 

Bettina Bush (CodeLife)

CodeLife. E’ lui a conservare la storia di una vita in uno spazio minuscolo, pochi segni bianchi e neri, per aprire  possibilità infinite, determinando  un’ inversione  di tendenza tra segno, forma e significato.  Nell’opera  di Virginia Monteverde  entrare oltre la superficie bidimensionale, questa volta non una tela, ma preziosa carta fine art, è un immediato processo tecnologico,  per percorrere in trenta scatti-secondi la storia di una vita, che come ultimo atto approda al viso del soggetto, senza sovrastrutture, fermato nel semplice presente. Nasce così  CodeLife, con Lei,  Daniela Kalepyros, e  con Lui, Duilio Merkel, ma prima di tutto con il QR Code, il Quick Response Code, il crittogramma che conserva il DNA del loro ricordo. Un alfabeto inaccessibile  che solo l’occhio vigile di uno smartphone sa leggere. La tecnologia diventa storia, e si materializzano le immagini: 30 scatti per ogni protagonista e per tracciare  in 30 secondi una vita fatta di memoria. Pochi veloci frammenti scelti dai soggetti insieme all’artista, a Virginia Monteverde, regista del racconto. Ecco Daniela Kalepyros e Duilio Merkel, entrambi artisti, immersi nel loro viaggio interiore  nel tempo, un’implosione fatto da immagini che li mostrano da bambini, da ragazzi, da giovani, da “grandi”. Una strada che svela linguaggi non convenzionali, che apre le porte di  universi che non conosciamo ma che  prendono forma  seguendo le regole di altri codici che alla fine approdano alla visione del presente,  nello scatto finale, in realtà l’inizio del racconto.